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PORTO TORRES:
STORIA E MONUMENTI PIÙ RILEVANTI
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Il Comune di Porto Torres è stato fondato nel 1842 durante il Regno di Carlo Alberto. E' particolarmente ricco di beni culturali materiali, immateriali e naturali.
La città moderna, nata dalla congiunzione nel periodo ottocentesco del centro storico di Torres che si trova intorno alla Basilica romanica, ed il Porto di Torres, il borgo di pescatori accanto al porto, ha la caratteristica di sovrapporsi all'antica grande città dell'epoca romana repubblicana ed imperiale (Turris Libisonis, colonia Iulia, fondata nel 46 a.C. da Giulio Cesare).
I legami tra Roma e la colonia dedotta di Turris Libisonis, l'unica in Sardegna, sono testimoniati da presenze archeologiche straordinarie, che costituiscono il parco archeologico più esteso della Sardegna.
Sulla antica Turris si sovrappose la città medievale, Torres e, in epoca moderna l'odierna Porto Torres.
Questo è documentato mirabilmente sia nei resti delle Terme che in Monte Agellu, un giacimento culturale definito unico al mondo dalla Pontificia Accademia di Archeologia Cristiana.
Sono presenti infatti, tombe mosaicate ed affrescate, una cisterna bizantina, diverse "insulae", sarcofagi ed altri materiali di notevole interesse artistico e storico-culturale, i resti di una chiesa paleocristiana del IV Secolo, una del V ed una del VII.
Il monumento più prestigioso all'interno del prezioso scrigno di Monte Agellu è la Basilica, essa è la più grande e la più antica delle chiese romaniche della Sardegna ed uno dei più importanti monumenti del primo romanico in Europa: si estende per una lunghezza di 58,26 metri e per una larghezza di 17,36 metri, racchiude uno spazio sobrio ed elegante diviso in tre navate, di cui quella centrale si conclude a oriente ed occidente con due absidi affrontate.
In corrispondenza dell'abside orientale c'è un catafalco in legno con le statue dei tre martiri turritani, i Santi Gavino (soldato), Proto (presbitero) e Gianuario (diacono), martirizzati nel 303 sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano.
Deviando per Via Ponte Romano, si arriva agli scavi archeologici dell'antica Turris Libisonis, che comprendono il complesso chiamato "Palazzo di Re Barbaro", le Terme Paolottino e il ponte romano, e all'Antiquarium, che ne custodisce i reperti. Il Palazzo di Re Barbaro è delimitato da strade lastricate, ed è composto da diversi ambienti, tra cui il frigidarum, un salone a croce con pavimenti a mosaico, il tepidarum e il calidarium.